Tre, il numero magico, si conferma anche nel 2026
Updated: 6 days ago
Ormai viaggio, quasi mio malgrado, al ritmo di tre o quattro libri all’anno: per l’esattezza, ne sono usciti tre nel 2024, quattro nel 2025 e di nuovo tre quest’anno. Un ritmo che in futuro non sarà facile (né forse auspicabile) mantenere, ma che per il momento rispecchia quanto posso offrire al lettore con la piena coscienza di aver speso bene il mio tempo.
Come scrivevo in una nota l’anno scorso, l’enorme e autentica difficoltà è quella di riuscire a seguire ciascun libro con la cura che meriterebbe. Presentarlo al pubblico, condividere momenti di curiosità, vincere talvolta la naturale ritrosia che può provare chi non sia specialista o particolarmente “addetto ai lavori”, richiamare l’attenzione su certi autori o certi temi: una vera sfida che ogni volta galvanizza. E resta comunque, a ogni uscita, la gioia e il piacere di vedere l’oggetto libro che si materializza e, magari moderatamente, si diffonde.
Il primo, in febbraio, è stato Altre voci in capitolo, libro intitolato così un po’ per un’allusione al libro precedente e parallelo a questo, uscito un lustro fa, dal titolo Sentire le voci, un po’ per rendere conto e dare spazio fin dal titolo, appunto, a tutte le voci inconfondibili di scrittori e poeti che si affollano nella mia mente e che premono per uscirne e primeggiare, o semplicemente per non essere dimenticate. Si tratta di una raccolta di articoli e micro-saggi che ho pubblicato su diverse riviste fra il febbraio 2021 e il settembre 2025. Cosiddetti pezzi d’occasione, nel senso montaliano del termine; soprattutto, di occasioni che non ho voluto perdere. Occasioni non tanto di dire la mia, quanto di lasciare appunto parlare altre voci (e di assecondarle) nell’affollato capitolo della mia mente.
Il secondo in ordine cronologico è un volume edito da Palingenia a fine settembre, che contiene uno degli ultimi racconti di Stefan Zweig, Un debito pagato in ritardo, ancora inedito in Italia. Scritto negli anni dell’autoesilio, in cui aveva abbandonato ormai definitivamente l’Europa, è incentrato sulla sua passione per gli attori e l’arte teatrale. Corredano il volume quattro brani dedicati a due attori teatrali ai quali Zweig era stato molto legato, Josef Kainz e Alexander Moissi, entrambi morti prematuramente.
Nel racconto, Zweig racconta l’inesorabile declino di un vecchio attore, ormai dimenticato da tutti, che per un fortuito concorso di circostanze si trova a vivere un ultimo, ancorché risibile, trionfo. Al tempo stesso, testimonia della forza e della persistenza degli amori di gioventù, che, come lontani astri, continuano in qualche modo a irradiare del loro calore residuo la nostra esistenza.
Con Bordeaux è uscito finalmente proprio oggi (5 ottobre) Scandagli: sette interventi, scritti in tempi diversi e per diverse occasioni, su altrettanti grandi scrittori dell’Occidente: si va da Cervantes a Calderón de la Barca, da Flaubert a Hofmannsthal, da Kafka a García Lorca, per finire con un contributo su uno dei magistrali racconti di Julio Cortázar.
Sette occasioni per fermarsi a riflettere, lungo le tappe di un viaggio personale, sulle modalità e strategie scelte dai grandi autori per le loro creazioni, applicando ai fini dell’analisi del testo le categorie critiche che mi sono sembrate di volta in volta più promettenti, illuminando campi poco o meno studiati e proponendo un’immagine ben documentata, ma talora diversa e insolita, degli autori trattati.
Sono soddisfatto e appagato, quindi, di quanto realizzato in questo triennio, e grato a quegli editori – Bordeaux, Ares, Palingenia – che hanno creduto e stanno credendo nella bontà e serietà del mio lavoro. Considerato il tracollo qualitativo della grande e spesso anche della media editoria, che mette fuori gioco, per testi come i miei, almeno una ventina di case editrici più o meno storiche, diventa sempre più difficile trovare per ciascun libro la destinazione e la collocazione giusta, cataloghi in cui i miei libri condividano lo spazio con altri testi di qualità. Ne pago evidentemente lo scotto in termini di promozione, distribuzione e vendite, sempre molto limitate, ma mi resta almeno la convinzione di aver contribuito, per quanto posso, a diffondere cultura anziché sciocchezze e pettegolezzi.
Come diceva quel tale, non fate pettegolezzi…





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